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Recuperi insoluti in bolletta, tutto quello che c’è da sapere.

28/02/2018 /
Recuperi insoluti in bolletta, tutto quello che c’è da sapere.

Nelle ultime settimane si è diffusa e continua a diffondersi la falsa notizia di rincari sulla bolletta dell’energia elettrica determinati dall’ormai nota delibera dell’ARERA n. 50/2018 a fini di recupero di crediti derivanti da oneri generali di sistema non regolarmente riscossi dai diversi operatori del mercato. Stando a quanto si legge su alcuni social network e articoli, tali rincari sarebbero causati dalla ripartizione tra tutti i clienti dell’ammontare delle bollette non pagate dai clienti morosi.  Le stesse fonti, inoltre, quantificano a 35/40€ la cifra che i consumatori dovranno versare al fine di sanare tale debito.

Come stanno effettivamente le cose? In realtà la Delibera ARERA n. 50/2018, limita la ripartizione del “debito” agli importi degli oneri generali di sistema versati dai distributori alla CSEA (Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali), ma non in precedenza versati dai venditori ai distributori. L’aumento della bolletta di 35€/40€ è una notizia falsa. Inoltre, le voci che invitano i clienti ad autoridursi la bolletta dell’ammontare sopra citato, sono da ritenersi fuorvianti e tale pagamento non sarebbe neppure realizzabile poiché il micro-risarcimento non avrà una voce specifica nelle bollette come accade, per esempio, per il “canone TV”.

Cosa potrebbe accadere? In ottica di risanare tale ammanco ai danni della CSEA (Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali), l’ARERA ha previsto che solo una parte degli oneri generali di sistema venga ripartita tra i clienti e tale cifra ammonta a circa 280 milioni. Ogni consumatore medio di energia elettrica potrebbe dover pagare circa trenta centesimi in più a bolletta. Secondo le stime attuali, infatti, il risarcimento dei mancati pagamenti degli oneri generali del sistema elettrico potrebbe pesare 2/2,5 euro l’anno per ogni consumatore medio.

Per comprendere meglio l’argomento è utile fare un passo indietro e approfondire le voci che compongono la bolletta. Le bollette dell’energia elettrica sono composte da tre macro voci:

  • Spesa per la materia energia
  • Spesa per il trasporto, la gestione del contatore e gli oneri di sistema
  • Imposte (Iva e Accise)

Gli oneri di sistema nella bolletta di energia sono corrispettivi destinati alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico, quali: la messa in sicurezza del nucleare, le misure di compensazione territoriale, gli incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate, la copertura delle agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario, il sostegno alla ricerca di sistema, la copertura del bonus elettrico, la copertura delle agevolazioni per le imprese a forte consumo di energia, le integrazioni delle imprese elettriche minori, le promozione efficienza energetica.

 Tali costi pagati da tutti i clienti finali del servizio elettrico, sono differenziati tra quota fissa, quota potenza e quota energia, e dal 1/1/2018 sono raggruppati in bolletta nelle 2 componenti ASOS (oneri generali relativi al sostegno delle energie rinnovabili e alla cogenerazione) e ARIM (rimanenti oneri generali).

 Gli oneri di sistema vengono fatturati dai venditori ai clienti finali, quindi versati dai venditori ai distributori (indipendentemente dal fatto che i clienti finali paghino le bollette oppure no) e quindi versati dai distributori alla CSEA (Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali) e al GSE (Gestore dei Servizi Energetici). Se prendiamo in considerazione un cliente medio di energia elettrica (consumo annuo di 2.700 kWh, residente, potenza impegnata 3,00 kW, fornito nell’ambito del servizio di maggior tutela) la spesa annua della fornitura è pari a 556,7 € (fonte: ARERA – Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, dati del 1° trimestre 2018). Di ciò, ben 109,4 €, ovvero quasi il 20% del totale, è relativo agli oneri di sistema.

 Per rimanere aggiornati sul tema e ricevere maggiori informazioni, vi invitiamo a leggere quanto dichiarato dall’Autorità. Clicca qui.


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