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Offerta servizio di tutela gas

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Nuovo ambito di applicazione del Servizio di Tutela


L’Autorità per l’energia elettrica e il gas, con le delibere 280/2013/R/Gas, 306/2013/R/Gas e 457/2013/R/Gas ha adeguato il T.I.V.G. – Testo Integrato Vendita Gas – al decreto legge 21/6/2013 n.69 (c.d. decreto del fare, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia), convertito in Legge 9/8/2013 n.98, limitando il diritto al Servizio di Tutela ai soli clienti domestici, e condomini con uso domestico.


Ai clienti con altre tipologie d’uso (attività di servizio pubblico, e usi diversi), forniti nell’ambito del Servizio di Tutela, da quale sono ora esclusi, Bluenergy ha recapitato la propria proposta di variazione unilaterale delle condizioni di fornitura, secondo le modalità e i termini previsti dal Codice di condotta commerciale.


Le nuove condizioni economiche del Servizio di Tutela


L’Autorità, con le delibere 196/2013/R/Gas e 293/2013/R/Com, ha definito una riforma organica e strutturale della storica formula di determinazione delle condizioni economiche applicate ai clienti gas del Servizio di Tutela.


La novità più rilevante è che dal 1 ottobre 2013 per il calcolo della materia prima gas si farà riferimento ai prezzi del mercato spot – parametrati ai prezzi che si formeranno sul mercato a termine olandese TTF (Title Transfer Facility), fino al prossimo avvio della borsa nazionale gas gestita dal GME – Gestore del Mercato Elettrico – e non più anche ai contratti di lungo periodo. Questi contratti sono stati infatti il principale riferimento nella formula di aggiornamento della materia prima fino all’aprile 2012 quando il loro peso è stato ridotto al 95% e, successivamente, portati all’80% dall’aprile 2013.


Storicamente la formula per il riconoscimento dei costi di acquisto del gas era legata all’andamento dei contratti c.d. take-or-pay, indicizzati al prezzo del petrolio, con durata pluriennale e con penali in caso di mancato ritiro del gas. Tali contratti rappresentano la modalità principale di acquisto del gas necessario a coprire il fabbisogno nazionale e a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento. L’Italia è infatti dipendente all’89% dalle importazioni, e il 90% della domanda di gas estero è soddisfatta mediante contratti di lungo termine. I contratti c.d. spot (durata 1-2 anni) coprono il restante 10% e hanno rappresentato lo strumento principale di approvvigionamento dei nuovi entranti nel segmento upstream agli albori della liberalizzazione.


Tale riforma del gas si colloca pertanto in uno scenario di profonda evoluzione del mercato, dove la sensibile contrazione della domanda, l’aumento dell’offerta e le nuove regole europee e nazionali hanno favorito lo sviluppo di una reale concorrenza e l’allineamento dei prezzi all’ingrosso in Italia con quelli degli altri mercati europei.


Altre novità di rilievo riguardano:

  • la riduzione della componente a copertura del trasporto del gas (QT);
  • l’azzeramento della componente a copertura dello stoccaggio del gas (QS);
  • l’introduzione di specifiche componenti di gradualità per tutti i venditori, per consentire l’adeguamento delle politiche di approvvigionamento (componente GRAD, pari a 0,5000 c€/Smc), e la copertura dei rischi (componente CCR, pari a 3,1466 c€/Smc @38,52 MJ nel periodo da Ottobre a Marzo, e 3,0146 c€/Smc @38,52 MJ da Aprile a Settembre).


Un’altra novità è rappresentata dall’introduzione di un meccanismo incentivante, mediante un’apposita componente CPR, pari a 0,3500 c€/Smc, che verrà applicata ai soli clienti del Servizio di Tutela, per promuovere la rinegoziazione dei contratti di lungo periodo.


La riforma si completa con la ridefinizione della componente QVD che copre i costi di commercializzazione del servizio di vendita. I nuovi valori della QVD, articolata in una quota variabile pari a 0,7946 c€/Smc e in una quota fissa pari a 57,35 €/cliente/anno (4,779167 €/cliente/mese) per i clienti domestici, e 75,32 €/cliente/anno (6,276667 €/cliente/mese) per i condomìni, le attività di servizio pubblico e gli usi diversi, sono stati determinati dall’Autorità sulla base dei dati economici e patrimoniali dei venditori, in relazione ai costi sostenuti per la gestione dei clienti, e a quelli connessi alla gestione della morosità, particolarmente alti in questo periodo di crisi.


Alla luce della riforma, e delle ulteriori variazioni decorrenti dal 1 gennaio 2014 (delibere 633/2013/R/Gas,  639/2013/R/Gas e 641/2013/R/Com, di data 27/12/13), da tale data la spesa annua per un cliente medio con un consumo di 1.400 Smc/anno, situato in Friuli-Venezia Giulia, è di circa 1.221 €, così suddivisa:

  • € 498 per la materia prima e il rischio
  • € 439 per le imposte (accise € 225, IVA € 214) 
  • € 203 per i servizi di rete (trasporto € 38, distribuzione e misura € 165)
  • € 12 per la gradualità
  • € 68 per la vendita al dettaglio


 



I contratti di fornitura stipulati in regime di mercato libero


Per i contratti di fornitura stipulati in regime di mercato libero, la riforma delle condizioni economiche, stabilita dall’Autorità, comporterà l’aggiornamento di alcune delle componenti tariffarie applicate in aggiunta alla componente energia (con valore fisso o variabile – in tal caso con aggiornamento trimestrale – a seconda della proposta commerciale), sostitutiva del prezzo della materia prima definito dall’Autorità. In pratica, scompaiono o vengono azzerate le componenti QS (Quota Stoccaggio) e QOA (Quota Oneri Aggiuntivi), ed al loro posto vengono applicate le nuove componenti QTint, QTPSV, QTMCV, CCR, GRAD.

 


La struttura tariffaria


Il prezzo del gas applicato ai clienti finali è composta da 3 voci di spesa:

  • i servizi di vendita, che remunerano le diverse attività svolte dal fornitore per acquistare e rivendere il gas al cliente finale, e che comprendono anche eventuali oneri aggiuntivi e di gradualità, che hanno lo scopo di finanziare e perequare il “sistema gas nazionale” per garantirne il funzionamento collettivo;
  • i servizi di rete, che remunerano le attività di trasporto del gas sulle reti nazionali (a cura di Snam Rete Gas e altre società), e di distribuzione e misura sulle reti locali (a cura delle società concessionarie), fino al contatore del cliente;
  • le imposte, ovvero l’imposta erariale di consumo (accisa), l’addizionale regionale e l’imposta sul valore aggiunto (IVA).


A loro volta, le singole componenti sono articolate in:

  • quota fissa, applicata indipendentemente dai consumi, si misura in €/cliente/mese;
  • quota variabile, applicata all’effettiva quantità di gas trasportata sulle reti, si misura in €/Smc. 


Alcune componenti (trasporto, distribuzione e misura) sono diversificate a seconda dell’ambito tariffario, ovvero dell’area geografica dove trovano applicazione le medesime tariffe (6 ambiti tariffari su tutto il territorio nazionale). La quota variabile della tariffa di distribuzione e misura è articolata in 8 scaglioni di consumo annuo.


Il valore delle componenti viene aggiornato con periodicità trimestrale/semestrale/annuale, con modalità stabilite dall’Autorità. 


Inoltre, alcune componenti sono valorizzate in termini di energia (€/GJ), pertanto vengono convertite in termini di volume (€/Smc) mediante moltiplicazione per il valore del PCS (potere calorifico superiore, misurato in MJ/Smc), calcolato dall’impresa maggiore di trasporto Snam Rete Gas per ogni PdC – Punto di Consegna (impianto Re.Mi.), e che rappresenta la quantità di energia contenuta in un metro cubo di gas a condizioni standard di temperatura e pressione.



Condizioni economiche di fornitura gas ai clienti aventi diritto al servizio di tutela



IV trimestre 2016 – dal 1/10/2016 al 31/12/2016



Periodi precedenti:       


[Informazioni pubblicate ai sensi dell’articolo 18.1 dell’Allegato A (TIQV) alla delibera ARG/com 164/08 dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico]


Imposte gravanti sul gas naturale



in vigore dal 30/12/2015